Forse per affari o forse perché trattandosi di famiglie benestanti tendevano a vivere esclusivamente in cerchie ristrette, i giovani Iacobone, figli di Francesco e Vittoria Fresa, contraggono matrimoni si può dire “di famiglia”. Non è un caso che ci siano tre matrimoni incrociati tra Iacobone, Fresa e la famiglia di sarti Diomede di Noicattaro, che avvengono quando il capostipite Iacobone è già morto.

Nel novembre 1876 Maria Luigia (che come tutti gli Iacobone trasformerà quel Luigia in Luisa), maggiore dei 12 fratelli, nata nel 1842 in strada Inferriata cioè quando ancora la famiglia viveva nella città vecchia e faceva capo alla chiesa di San Gaetano, sposa il sarto suo coetaneo Giuseppe Diomede, nato a Noicattaro, orfano di Vito Cesare, sarto, e Crescenza Brunetti, ormai residente a Bari con i suoi fratelli. Nel 1880 il fratello Vincenzo Diomede, sarto, sposa Maria Giuseppa Fresa, figlia di secondo letto di Cesare Fresa, cioè sorellastra di Vittoria Fresa e quindi zia dei giovani Iacobone. Da loro avrà origine una delle famiglie più rinomate di Bari, i Diomede Fresa. Nel 1884 ancora uno Iacobone, Nicola, sposa Angela Diomede, sorella dei due ragazzi sopra citati. Nicola Iacobone è nato nel 1861 nella casa di via Abate Gimma, terzultimo dei figli di Francesco e Vittoria Fresa, intraprende l’attività di meccanico che diventa quella di rivenditore di automobili. Muore nella casa di via Calefati nel 1911, tre anni prima della moglie Angela Diomede. Suo figlio Francesco Iacobone, impiegato, sposa nel 1915 Clelia Cusano, coppia di cugini a cui saranno molto legati Francesco Iacobone (figlio di Domenico e Dorotea) ed Erminia Pensieri, di cui questo sito segue l’ascendenza. Testimone di queste nozze sono Francesco Iacobone Diomede, figlio di Maria Luisa Iacobone e Giuseppe Diomede, e Michele Trione, entrambe negozianti. Iniziano così a comparire negli atti della famiglia i nomi dei maggiori commercianti della città. Per completare le informazioni diciamo che Maria Luisa Iacobone muore nel 1913 nella casa di via Dante Alighieri mentre il marito è morto nel 1904 nella casa di via Sagarriga Visconti.

Le prime figlie di Francesco Iacobone e Vittoria Fresa a convolare a nozza sono Grazia e Maria Nicola nel 1867, quando ancora il padre è vivo. Grazia sposa a febbraio il negoziante Michele Schirone. A giugno Maria Nicola sposa l’ebanista Agostino Sparapano, testimone delle loro nozze è il nonno Cesare Fresa.

Maria Nicola Iacobone nasce nel 1844 nella casa di piazza Mercantile sposa Agostino Sparapano, originario di Terlizzi, artigiano, in alcuni atti definito ebanista, in altri fabbro. Agostino muore nel 1885 nella casa di corte Lamberti, a soli 48 anni, ma Maria Nicola riesce a mantenere uno status sociale tale che le sue figlie più piccole, i cui matrimoni sono significativi, vengano appellate come “civili”. La primogenita Vittoria è una ricamatrice (attività propria della famiglia Iacobone e dei suoi affini) e sposa nel 1897 a 23 anni Andrea Casavola musicante, nato a Castellana ma residente a Perugia; lo zio della sposa, Nicola Iacobone, è testimone di nozze, mentre lo sposo viene autorizzato al matrimonio dal Ventesimo Reggimento di Fanteria. Francesca Sparapano sposa nel 1901 a 26 anni il civile Armando Favia di Bitonto, testimone un'altra grande personalità barese, il notaio Pasquale D’Addosio. Luisa Sparapano (nata nel 1879 e morta nel 1967) sposa nel 1904 il commerciante Saverio Monno, testimone i nozze il commerciante trentenne Sebastiano La Macchia, che qualche mese più tardi sposa Virginia Sparapano, 26 anni, il cui testimone di nozze è lo zio Domenico Iacobone, commerciante, o meglio rappresentante di tessuti, la cui famiglia resterà molto legata ai cugini La Macchia titolari di uno dei più importanti negozi di biancheria e abbigliamento di Bari.

Grazia Iacobone nasce nel 1846 in strada Santa Barbara e sposa Michele Schirone, negoziante, probabilmente titolare della Michele Schirone & Figlio, negozio di materiali edili (mattoni e stufe) e impianti sanitari in via Melo, spesso pubblicizzato sul Corriere delle Puglia e presente anche nell’Annuario d’Italia anno IX edizione 1894. Michele muore a 62 anni nel 1905 nella casa di via Celentano.

Michele Schirone sarà testimone di nozze del cognato Cesario Iacobone (nato nella casa di via Piccinni nel 1850 – morto nel 1932) che nel 1882 sposa Anna Suglia (1863-1933). Cesario o Cesare è definito in quasi tutti gli atti pittore e decoratore, anche se nel 1915 un Cesare Iacobone è titolare di una rivendita di vini e liquori in via Sparano. Anche i matrimoni dei loro figli aprono uno scorcio sullo status della famiglia. Il figlio Francesco, impiegato e poi negoziante, sposa nel 1911 Maria Cecilia Mincuzzi, il cui cognome dice tutto. Ma particolarmente interessante è il matrimonio del figlio Giuseppe, rappresentante di commercio, che a 30 anni nel 1920 sposa la cugina Crescenza Iacobone, figlia di Nicola e Angela Diomede (di cui abbiamo parlato sopra), che a questa data sono entrambe morti; testimoni di nozze il cugino Francesco Iacobone, impiegato. Ancora una volta troviamo un matrimonio in famiglia, tipico delle classi benestanti e di famiglie molto unite, dall’affetto e dagli affari.

Anche le figlie più giovani di Francesco Iacobone e Vittoria Fresa contraggono matrimonio con ragazzi appartenenti a famiglie di commercianti baresi. Carmela, nata nel Borgo nel 1858, sposa nel 1883 il commesso Nicola Passaquindici, testimone di nozze il fratello Nicola. Nei ricordi di famiglia Passaquindici era un commerciante e non più un commesso. Lucia, nata nel 1863 nella casa di via Argiro, sposa nel 1888 Nicola Abatescianni, anche lui commesso al momento delle nozze ma poi sempre definito commerciante. Suo fratello Giovanni era un professore celibe e nel 1897 è Nicola Iacobone a dichiararne la morte. Agli inizi del Novecento Lucia e Nicola vivono in via De Giosa.

Nel 1890 Giuseppe Iacobone, nato nella casa di via Argiro nel 1852, industriante probabilmente poi titolare di una rivendita dei monopoli di stato/tabacchi sposa Ippolita Abbracciavento, figlia di un pittore, che morirà nel 1902 a soli 34 anni per avvelenamento a quanto dice la Gazzetta del Mezzogiorno del 25/11/1902.

A testimonianza che il legame con Canosa non è mai stato sciolto e che gli Iacobone di Bari continuavano a frequentare i parenti canosini, ci sono due matrimoni. Chiara Iacobone, nata nel 1854 nella casa di strada San Ferdinando, nel 1886 sposa Savino Paulicelli, guardia municipale nato a Canosa. I due vivono a Bari e la loro prima figlia muore a soli tre giorni in una casa di via Bressani, dove viveva la sorella Carmela. Sabino trasformerà il suo status in operaio, ma poi darà il via alla rinomata famiglia di commercianti di materiale elettrico ed elettrodomestici.

A suggellare il legame tra i due rami della famiglia separatisi negli anni Venti dell’Ottocento le nozze del giugno 1893 tra il figlio più piccolo di Francesco Iacobone e di Vittoria Fresa, Domenico, commerciante, con la procugina Dorotea Iacobone, terzogenita dei canosini Pasquale Iacobone e quella Loreta Sorrenti da poco scomparsa. I due ragazzi si sposano a Canosa ma presto si trasferiscono a Bari, dove dopo qualche anno si trasferiranno altri canosini.

 

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