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1815-1875 Francesco Iacobone e Vittoria Fresa

Francesco Iacobone, figlio di Pasquale e Luigia Casamassima, nasce a Canosa nel 1815 ma cresce a Bari con la sorella maggiore Grazia, che alla fine degli anni Venti dell’Ottocento lascia Canosa con il marito Michele Patruno e due figli molto piccoli per trasferirsi nella città capoluogo, che, grazie al suo dinamismo edilizio, attraeva muratori e artigiani specializzati come i falegnami, mestiere di Michele.

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I figli di Francesco Iacobone e Vittoria Fresa

Forse per affari o forse perché trattandosi di famiglie benestanti tendevano a vivere esclusivamente in cerchie ristrette, i giovani Iacobone, figli di Francesco e Vittoria Fresa, contraggono matrimoni si può dire “di famiglia”. Non è un caso che ci siano tre matrimoni incrociati tra Iacobone, Fresa e la famiglia di sarti Diomede di Noicattaro, che avvengono quando il capostipite Iacobone è già morto.

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1864-1951 Giuseppe Bellomo e Carmela Corallo

E veniamo così a Giuseppe Bellomo, la cui figlia Grazia sposerà Vito Loconsole, linea genealogica presente in questo sito. Giuseppe, figlio di Gaetano e Grazia Carrassi, incarna quel ramo di famiglia che sceglie di abbandonare la navigazione per dedicarsi al commercio e al negozio.

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1834-1914 Michele Loconsole e Teresa Loseto

Il 7 agosto del 1859 presso la chiesa di San Giuseppe, Michele Loconsole, primogenito di Domenico e Giulia Losole, sposa Teresa Loseto, in un mese che non sarà particolarmente felice per la famiglia Loconsole. 

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1754-1814 Michele Bellomo e Serafina Di Marzo

Michele Sabino Antonio Bellomo nasce a Bari il 22/01/1754 insieme alla sua gemella Anna Maria Rosa da Andrea del fu Antonio e da Anna di Onofrio Ninno (che in alcuni atti però viene chiamata Amoruso). Michele è un marinaio navigante, che il 26 dicembre del 1779 sposa Serafina Di Marzo, figlia di Vito Donato e Maria Capriati e dichiara nell’atto di matrimonio di essere libero, cioè non coniugato, e di non essere in navigazione. Dichiarazioni che venivano rilasciate quasi di routine dai marinai naviganti, cioè quelli che attraccavano in porti lontani dove avrebbero potuto facilmente avere altre relazioni e altre famiglie.

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Non sempre gli antentati che ci ritroviamo sono quello che avremmo voluto. Il Corriere delle Puglie dedica enfatici articoli di cronaca alle malefatte della famiglia di Nicolantonio Colucci e Carmela Mastrogiacomo e di Angelo Guardavaccaro e Rosa Laforgia: piccoli furti, qualche imbroglio di troppo e violenza domestica sono probabilmente dovuti alla miseria e alla necessità di sopravvivere.

 

Destreggiarsi con le notizie non sempre coerenti degli atti civili è un gran divertimento e un vero lavoro di investigazione. Un esempio? L'atto di morte di Michele Bellomo nel 1814 a Manfredonia.