Affini Zambetta

Antonia Guardavaccaro nasce nel 1878 in via Andrea da Bari, figlia primogenita del calzolaio Angelo Guardavaccaro e di Rosa Laforgia, sposatisi diciannovenni nel 1876. Tra i testimoni della sua nascita c’è Raffaele De Pasquale, appartenente a una famiglia di calzolai baresi di lunga tradizione. Angelo Guardavaccaro viene però da una famiglia di marinai. Il padre, Giuseppe, e lo zio Giuseppe Donato Di Marzo (fratello della mamma Antonia Di Marzo ma anche marito della zia Pasqua Guardavaccaro) sono marinai, probabilmente imbarcati poiché Giuseppe non è quasi mai presente negli atti di nascita dei figli, nei quali a dichiararli è la levatrice. La mamma Antonia Di Marzo è un’orfana originaria di Rodi, e forse l’hanno portata a Bari gli affari del fratello marinaio. Giuseppe Guardavaccaro e Angela Di Marzo si sposano nel dicembre del 1848, nello stesso giorno dei rispettivi fratelli Pasqua e Giuseppe Donato. Anche il nonno paterno di Angelo, Nicolò, era un marinaio morto a 37 anni nel 1836 allo Spedale di Venezia per stringimenti uretrali e cancrena. Dall’atto di morte risulta che in questa città ha domicilio nel quartiere di San Pietro, ma a Venezia Nicolò ci è arrivato sicuramente per affari e soltanto dopo il 1831, in quanto all’atto di nascita del suo ultimo figlio, Vincenzo, era presente. In realtà Nicolò negli atti pubblici della sua famiglia risulta più frequentemente bottegaio che marinaio, quindi è ipotizzabile che fosse un mercante abituato a spostarsi (anche fino a Venezia) per le sue attività commerciali. Del resto il suo entourage era composto di vaticali, facchini, bottegai e marinai, tutta gente che commercia per lo più in modo itinerante, e anche la moglie, Grazia Mastrocristino è figlia di un vaticale. E’ da notare che sia Nicolò, il nonno, che Giuseppe, il padre, sapevano scrivere, il che vuol dire che avevano acquisito un’istruzione di base, cosa piuttosto comune nei mercanti con un buon giro di affari. Angelo Guardavaccaro ha solo una sorella che arriva all’età adulta, Grazia, che diciottenne sposa il muratore Gaetano Ruggiero nel 1887.

Tommaso Zambetta e Antonia Guardavaccaro

 

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Vittoria Prudente nasce a Bari in strada Tresca e battezzata a San Giovanni nel 1851 in una famiglia di maccheronai/pastai, entrati in contatto con la famiglia Zambetta con ogni probabilità grazie alle attività nel commercio al dettaglio di generi alimentari.

Francesco Paolo Prudente, papà di Vittoria, nasce a Bitonto nel 1825 da Costantino, barbiere di Terlizzi, e Vittoria Gramigna, giovanissima ragazza bitontina sposata due anni prima nella chiesa di San Silvestro. Quando Francesco Paolo nel luglio 1848 sposa in Cattedrale a Bari Grazia Pesola, ragazza barese del Carmine figlia del villano Nicola e Antonia Interesse, vive ancora a Bitonto ma con ogni probabilità le sue nozze portano la mamma e i fratelli più piccoli a trasferirsi anche loro a Bari, poiché un anno prima nel settembre del 1847 avevano perso il padre 50enne. I fratelli infatti nei loro atti di matrimonio, di molto successivi a quello di Francesco Paolo, risultano cresciuti a Bari, ma nati a Bitonto. Nel 1861, tredici anni dopo le nozze di Francesco Paolo e Grazia, si sposano i rispettivi fratelli Cosmo Prudente, muratore, e Donata Pesola. Nel 1864 Angela Rosa Prudente sposa Alessio Pasciolla, maccheronaio di Turi residente a Bari. È però a Turi che ritroviamo Angela Rosa nel 1883 titolare di un’attività di vendita di generi alimentari, come risulta dall’Annuario storico-statistico-commerciale di Bari e Provincia 1882-1883 di Domenico Mele. Si avvia all’attività di pastaio anche il fratello più piccolo di Francesco Paolo, Vincenzo Prudente, che nel 1872 sposa a Bari Anna Citarella. Considerando che negli stessi anni anche qualche esponente della famiglia Pesola è pastaio/maccheronaio è facile pensare che l’attività di Francesco Prudente sia ben avviata e redditizia, un’attività a conduzione familiare probabilmente di produzione e commercio al dettaglio. L’entourage in cui si muoveranno i Prudente sarà del resto proprio quella dei piccoli commercianti, vaticali e maccheronai.

Dalle nozze di Francesco Paolo e Grazia, oltre a Vittoria, nasce nel 1859 Costantino Prudente che, come il nonno omonimo, diventerà barbiere e avrà una vita piuttosto interessante. Nel 1880 sposa Isabella Morisco, figlia di Sabino, trainante, e avvia un’attività di barbiere/parrucchiere in via Andrea da Bari n. 52, come risulta anche nell’Annuario storico-statistico-commerciale di Bari e Provincia 1882-1883 di Domenico Mele. Nel 1888 però ritroviamo Costantino e Isabella, con i loro figli, al Cairo in Egitto nel quartiere del Bazar Copto dove la donna muore nel febbraio 1890. Costantino si risposa nel 1891 con Anna Maria D’Agata, regnicola italiana nata al Cairo da Vincenzo e Mattia Impellizzieri, dalla quale avrà altri figli. Costantino va, quindi, a infoltire quel nutrito gruppo di migranti italiani che proprio verso la fine del 1800 scelsero l’Egitto come meta della loro migrazione. La comunità italiana in Egitto godeva di autonomia, privilegi e garanzie fiscali e giuridiche, poiché era sorta intorno ai primi migranti benestanti arrivati a fine Settecento per la diaspora ebraica (ad es. da Livorno) o per importanti attività commerciali. A essi verso la metà dell’Ottocento si erano unite le maestranze specializzate e gli intellettuali richiamati dalla fiorente economia egiziana, dove si stava scommettendo su grandi opere come la realizzazione del Canale di Suez, l’erezione di dighe e di importanti canali di irrigazione. Molti dei migranti di fine Ottocento, invece, rappresentano una manodopera meno specializzata, spesso lavoratori di sussistenza o esuli in cerca di fortuna. Proprio questa loro condizione li porta a non integrarsi con la comunità italiana storica e a fare gruppo con gli arabi più poveri o i migranti greci, con i quali condividevano mestieri e i quartieri residenziali. Non possiamo dire in quale gruppo il barbiere Costantino Prudente, 40enne originario di Bari, fosse inserito, ma le cose non dovevano andargli male dato che nel 1893 si trova al Cairo anche il cugino omonimo, figlio dello zio Cosmo e della zia Donata Pesola (sorella della mamma), anche lui barbiere sposato con Isabella Colonna. I ragazzi vivono insieme a Clot Bey ed è facile pensare che abbiano un’attività ben avviata, tanto da poter richiamare in Egitto anche i genitori di Costantino, Francesco e Grazia Pesola, che si trovano infatti al Cairo quando Grazia muore a 76 anni il 27/07/1902, definita oriunda di Bari ma residente al Cairo con il marito Francesco Prudente. Intorno a loro ruotano migranti baresi, come Nicola Lopedote, meccanico, e Francesco Lafortezza, calzolaio, il pittore Ernesto Lariccia (cognome barese), e poi barbieri, ebanisti e sarti ma anche avvocati ed esattori originari di Livorno e “intraprenditori” come Adolfo Vaccari e Pasquale Impellizzieri, probabilmente zio della seconda moglie di Costantino. Un entourage che ci dice che i ragazzi Prudente restano ancorati alla comunità pugliese di lavoratori di sussistenza, quali possono essere gli artigiani, ma sono legati a realtà imprenditoriali e professionali sicuramente ben inserite nella società egiziana.  

Domenico Zambetti e Vittoria Prudente

 

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