Domenico Loconsole, figlio di Michele e Rosa Lariccia, nasce nell’aprile del 1811 in Corte Colagualano, e porta il nome del nonno materno morto poco prima della sua nascita. Rimane orfano di padre un mese dopo il suo secondo compleanno e il suo “vero” padre sarà il secondo marito della mamma Michele Marino.

Domenico trascorre una parte della sua infanzia ad Andria, dove la famiglia Marino si trasferisce per il lavoro di spurgatore di Michele. È qui che nascono i primi due fratellastri di Domenico: Vito e Giuseppe, che muore appena nato. Nel 1827, quando Domenico ha 16 anni, la famiglia è di nuovo a Bari: a luglio nasce il fratellastro Filippo, ad ottobre si sposa il fratello Giovanni con la sorellastra Lucia Marino. La famiglia si stabilisce sempre nei pressi di Colagualano (Boccapianola, San Giuseppe, strada Pupilla) e fa riferimento alla chiesa di San Gaetano per la celebrazione dei momenti importanti della loro vita. Uno di questi saranno le nozze di Domenico con la coetanea modugnese Giulia Losole, celebrate nel febbraio 1833 nella chiesa di San Gaetano. Testimone il patrigno Michele Marino.

Accomunati da un’infanzia segnata dalla perdita di un genitore e dal fatto di essere cresciuti nelle famiglie create dopo le seconde nozze dei genitori rimasti vedovi, Domenico e Giulia riescono a spezzare la maledizione della vedovanza precoce e a vivere insieme per 40 anni. La loro è una famiglia contadina, che probabilmente vive esclusivamente del lavoro nei campi di Domenico, in attesa che il primogenito Michele possa dare una mano per portare a casa il necessario a far crescere gli altri otto bambini che Giulia ha dato alla luce; l’ultimo dei quali ha ben 23 anni in meno di Michele. Gli unici familiari che sono loro vicini sono i Marino (Vito Marino, fratellastro di Domenico, è testimone di alcuni atti pubblici relativi ai suoi figli), e poi una schiera di gente umile, villani, ortolani, beccari, pastori e addirittura mondezzai. Negli atti pubblici che riguardano la famiglia Loconsole/Losole ricorrono spesso cognomi come Rossini e Caporusso, lontani cugini di Domenico, mentre sembrano essersi spezzati i legami con i parenti di Giulia.

Dei nove figli di Domenico e Giulia solo quattro diventano adulti, si sposano e creano famiglie proprie:

  • Michele, il più grande, nato nel 1834, che sposerà nel 1859 Teresa Loseto, trasferendosi nella zona del Castello, e dovrà affrontare in soli cinque anni una vera tragedia familiare;
  • la terzogenita Antonia, nata nel 1841, che sposerà a 16 anni nel 1857 il villano di strada San Marco Francesco Nitti. Antonia, come le sue avole e la zia, conferma la tendenza delle donne di famiglia a sposarsi molto giovani. Una tendenza tipica delle famiglie contadine, come spiega Giovanna Da Molin in Popolazione, società e famiglia tra Cinquecento e fine Settecento: “Gli addetti all’agricoltura, i pescatori, gli artigiani e i commercianti si sposavano più giovani, i matrimoni più tardivi avvenivano tra i nobili e tra i liberi professionisti. Anche nel mondo degli addetti all’agricoltura si presenta una generale divaricazione: quelli che si sposavano prima erano i ‘bracciali’ (lavoratori generici della terra), quelli che si quelli che si sposavano più tardi erano i più ricchi massari, cioè i gestori o i proprietari di masserie” (in Storia di Bari nell’Antico Regime vol. 1, pag. 135, Laterza 1991);
  • Giovanni, nato nel 1848, che sposa nel 1870 Angela Girone, abiterà in strada Dietro San Vito e diventerà un sellaro. Nel suo atto di matrimonio c’è un errore: la sua data di nascita riportata è in realtà quella del fratello omonimo, nato l’anno prima di lui e morto a soli sei mesi;
  • Rosa, nata nel 1851, sposa nel 1871 il contadino Giovanni Attolico; i due vivranno inizialmente in via Napoli per poi trasferirsi in strada San Giuseppe, dove nascono molti dei loro figli.

Dopo aver vissuto circa sedici anni in corte Colagualano e aver celebrato ogni evento familiare presso la chiesa di San Gaetano, la famiglia di Domenico e Giulia si sposta nella zona del Castello. Alla fine degli anni Quaranta vivono in strada Nucciaserra, dove muoiono il piccolo Angelantonio di 5 anni nel 1849 (gemello di Filomena, morta a soli sedici mesi nel 1845) e la secondogenita Rosa di 13 anni nel 1850, e la chiesa di riferimento diventa la Cattedrale. Nel 1854 Angelantonio nasce in corte Cavallerizza e viene battezzato a San Giovanni, dove nel 1858 verrà battezzato anche l'ultimogenito Nicola Vito, nato però nell'abitazione di strada Santa Chiara. E' qui che i due fratelli muoiono tra l'agosto e il settembre del 1859: Nicola Vito a solo un anno e mezzo, Angelantonio a cinque anni e mezzo.

Dopo 40 anni di vita insieme la morte separerà Giulia e Domenico nel settembre del 1873, quando Giulia Losole muore a 60 anni nella casa di San Giuseppe. Domenico la raggiungerà tre anni dopo: muore infatti nel novembre del 1876 nella casa di strada della Torretta.

Michele Loconsole e Teresa Loseto

 

© www.vitemairaccontate.it