Colucci

Modugno-Piazza del Sedile, immagine tratta da www.mondimedievali.net

 

Da Nicolantonio Colucci (1735-1815) a Francesco Colucci (1905-1964)

Nicolantonio Colucci è uno dei figli più piccoli di Nicola Colucci e Caterina Macina, contadini di Modugno, che lo hanno avuto nel 1837 quando erano già in età avanzata, infatti Caterina ha più di 40 anni e Nicola più di 50 anni. Nel giugno 1862 all’età di 25 anni Nicolantonio, che è contadino come i suoi genitori e i suoi fratelli, sposa Carmela Mastrogiacomo, modugnese di 24 anni, rimasta orfana di madre a 5 anni e cresciuta nella famiglia che il papà Domenico, contadino, ha creato con la seconda moglie.

La famiglia di Nicolantonio Colucci e Carmela Mastrogiacomo è una semplice famiglia di contadini, probabilmente indigenti, che si arrabattano a sopravvivere con mille espedienti. Vivono in fitto nelle case del signor Giuseppe Gentile nel centro di Modugno e non in campagna, cosa che fa pensare si tratti di braccianti a giornata e non di coloni a servizio fisso nelle terre di un solo padrone. Comunque cambiano spesso casa (ma sempre nel centro storico di Modugno), probabilmente a causa delle difficoltà economiche in cui incorrono per pagare le pigioni dovute o semplicemente perché l’assegnazione di una casa poteva essere legata a qualche lavoro stagionale in campagna.  

Sposati nel giugno 1862 nell’aprile 1863 hanno il primo figlio Nicola che sposerà Stella Vessio nel 1889 e agli inizi del 1900 andrà a vivere a Bari, dando così una nuova residenza alla sua famiglia, lontano da Modugno. Il secondogenito Domenico, nato nel 1866, sposerà Pasqua Miolla di Carbonara nel 1895 e vivrà qui la sua vita di contadino. Angelo nasce nel 1871 e Francesco nel 1877, morendo a 18 anni nel 1896, l’ultimogenito Pietro nasce nel 1880 ma muore a 4 anni nel 1884.

L’intera famiglia balza agli onori delle cronache baresi nel 1889, per una serie di azioni violente che portano al loro ripetuto arresto. Sul Corriere delle Puglie del 17 e 18 aprile 1889 si racconta della bravata dei fratelli Domenico (23 anni), Angelo (18 anni) e Francesco (12 anni), arrestati dalle guardie campestri perché hanno rubato dei carciofi, e della pretesa, il giorno dopo, dei genitori e del fratello maggiore Nicola (26 anni) della loro scarcerazione. Al diniego delle guardie campestri la reazione dei tre è violenta, partono morsi e calci e l’intera famiglia viene arrestata. Qualche mese dopo Nicolantonio e la moglie Carmela tornano sulle pagine del Corriere delle Puglie del 26 settembre 1889. I due sono protagonisti di un’aggressione ai danni di due donne, a cui stavano vendendo fichi e uva per le strade del borgo di Bari e che li accusano di aver rubato sul peso. La reazione degli ambulanti è spropositata: Nicolantonio prende a morsi la cliente più grande, Carmela scaglia il peso da kg sulla testa della cliente più giovane (17 anni) ferendola. Naturalmente i due, definiti “noti pregiudicati per la ribellione alle guardie campestri” dell’aprile precedente, vengono arrestati e le bilance vengono confiscate.

Verso la fine del 1800 la famiglia si separa. Domenico sposato nel 1895 va a vivere a Carbonara, Nicola ai primi del 1900 si trasferisce a Bari. Nicolantonio muore il 12/01/1903 a 65 anni nella casa di vico Maffei a Modugno, testimone il figlio Angelo Colucci, contadino di 31 anni.

 

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