Con i figli di Nicolantonio Colucci e Maria Pavia si costruisce la linea genealogica che questo sito segue, grazie a complicati intrecci matrimoniali. Nicolantonio, figlio di Giuseppe e Domenica Lojacono nasce a Modugno verso il 1735 e qui muore ottantenne nel 1815 nell’Ospizio Civile, mendico, già vedovo di Maria Pavia, la quale dovrebbe essere nata intorno al 1740-1745, figlia di Leonardo e Amata Zuccaro.

Del loro primogenito Giuseppe non sappiamo moltissimo. È un operaio di 42 anni residente in strada Piettarsi, dove abitano molti dei Colucci, quando nel 1815 dichiara la morte del padre. Lui muore settantenne mendico nel 1840; nel suo atto di morte non compare il nome della moglie, né tanto meno siamo riusciti a ricostruire la sua progenie, per cui ipotizziamo che non si sia mai sposato.

La secondogenita Domenica è moglie di Domenico De Benedictis, operaio, proprietario di una casa in strada Piettarsi, anche lui quarantenne tra i dichiaranti nell’atto di morte del suocero Nicolantonio Colucci nel 1815. Nel 1817 nella casa di Domenico muore a 37 anni Tommaso Vessio, suo nipote in quanto figlio di sua sorella Anna De Benedictis: Tommaso è infatti il nome del loro padre morto nel 1753 (la mamma era Pasqua Pisciotta) ed è anche il nome del primogenito di Domenico. Ma ancora più interessante è che Tommaso Vessio sia marito di Anna Lucia Colucci, figlia di Domenico e di Sappia Casadibari, con ogni probabilità cugina di Domenica Colucci moglie di Domenico De Benedictis. Questa unione Vessio/Colucci è un primo seme di un futuro solido legame tra le due famiglie, anche se Tommaso Vessio è figlio di Giuseppe Vessio Basile, ramo dei Vessio più benestante di quello con cui si uniranno a fine ‘800 i Colucci. La famiglia De Benedictis/Colucci perde i suoi progenitori a un anno di distanza: Domenico De Benedictis muore nel 1846 a 76 anni e la moglie Domenica Colucci l’anno dopo nel 1847 a 70 anni; muoiono nella loro casa di strada Piettarsi poi Li Vergini e vicino a loro ci sono i figli Tommaso e Vito Giuseppe.

L’anno dopo la morte di Domenica, morirà la sorella Amata Colucci, in un tragico 1848 anno di epidemia di colera che porta via anche il fratello minore Nicola. Amata ha 70 anni, stando agli atti, muore nella casa di Grazia Antonia Priore in strada Fondo ed è vedova di Carmine Antonio Pantaleo, contadino, morto nel 1843 nella casa sua proprietà in strada Piettarsi. Il loro matrimonio ha posto le basi affinché la linea genealogica del fratello Nicola Colucci possa progredire, infatti Amata è la nonna di Amata Pantaleo che nella metà degli anni Cinquanta del 1800 sposerà Domenico Vessio mettendo al mondo Stella Vessio che sposerà a sua volta il nipote omonimo di Nicola Colucci a fine Ottocento.

Nicola Colucci muore a 66 anni nell’agosto del 1848 un mese prima della sorella Amata. Aveva sposato nel 1817 Caterina Macina ma di loro parleremo in un articolo apposito, poiché in questo sito seguiamo la loro linea genealogica.

Il più piccolo dei fratelli Colucci, figli di Nicolantonio e Maria Pavia, è Leonardo, che però è quello che muore più giovane nel 1826 a 35 anni. Operaio agricolo o contadino, sposato prima con Maria Michele Mastroleo, originaria di Altamura, e poi, subito dopo la sua morte avvenuta nel 1817, con Rocca Romita, figlia di Giuseppe e Anna Teresa Pavia (che ci sia una parentela con la mamma dello sposo?). Dopo soli nove anni nel 1826 Leonardo muore nella casa di Vito Priore in strada Trentunzi e a dichiarare la sua morte ci sono il fratello Nicola e il cognato Pietro Schiralli, marito della sorella di Rocca, la quale sopravviverà a lungo a Leonardo, morendo a 70 anni nel 1863, con accanto i figli Nicolantonio e Giuseppe.

Nicola Colucci e Caterina Macina

 

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