Donata Loconsole, figlia maggiore di Giovanni e Anna Rosa Barba, è moglie del villano Francesco Saverio Caporusso. La famiglia risiede alla Gironda quando la figlia quindicenne Angela Caporusso nel 1810 sposa il galantuomo Giacinto Stucci di 32 anni, vedovo, il cui padre è uno scritturale.

Angela viene da una famiglia povera di contadini, ma improvvisamente si trova catapultata in un mondo diverso con tante nuove opportunità, che sa cogliere pienamente nonostante Giacinto muoia dopo solo quattro anni dalle nozze. Ad Angela, che non dovrebbe aver avuto figli, resta il patrimonio del marito e il titolo onorifico di Signora che non perderà nonostante la vita scandalosa che vivrà dopo la vedovanza. La donna infatti intreccerà una relazione con l’impiegato doganale Don Francesco Arena, napoletano di undici anni più grande di lei, che dal 1820 la renderà madre di cinque bambini registrati come figli naturali di Angela con il cognome Caporusso. In molti casi Don Francesco Arena sarà presente come testimone. Di questi cinque bambini solo Maria Giuseppa nata nel 1831 sopravviverà, e nel settembre 1836 dopo la celebrazione delle nozze ufficiali tra Angela e Don Francesco verrà riconosciuta come sua figlia legittima. Nel luglio 1837 nascerà la loro prima figlia legittima, Serafina Arena. Perché i due abbiano aspettato tanto tempo per sposarsi non si sa, poiché dall’atto di matrimonio Don Francesco non risulta precedentemente sposato o vedovo.

Da strada Gironda a Nava fino a piazza Santa Barbara Angela, come tutti i borghesi a partire dagli anni ’20, sposterà la sua residenza sempre più verso il Borgo Murattiano allontanandosi da quella Corte Colagualano dove i suoi familiari ancora vivono in miseria e con i quali forse non avrà più niente a che fare per il resto della sua vita.  E con lei si sposta anche la mamma, rimasta vedova già prima del 1820, che muore in una casa al Borgo nel dicembre 1848 a 80 anni; testimoni della sua morte il musicante Don Francesco Laricchiuta e il dottore fisico Don Vito Nicola De Nicolò, i quali firmano l'atto di proprio pugno: Donata probabilmente frequentava ambienti "artistici" e benestanti, anche grazie alla figlia, certamente diversi da quelli contadini a cui erano abituati i suoi fratelli. Angela morirà in una casa di via Carulli morirà nel 1874.

 

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