Ludovico Iacobone, probabilmente il più piccolo dei figli di Francesco e Maria Giuseppa Di Pasquale, è l’unico dei tre fratelli che in vita si fregia del titolo di proprietario, pur risultando fornaciaro di mestiere e nell’atto di morte, che avviene nel 1849 a 72 anni.

Per il Catasto provvisorio di Canosa del 1814 (presso Archivio di Stato di Bari), Ludovico è un fornaciaro, proprietario di fornace da creta, di terreni coltivati a sementi e vigne e di un sottano e un soprano al Maneggio. Agli inizi del 1800 sposa Lucia Di Corato (o Decorato) e solo tre dei loro numerosi figli raggiungeranno l’età matura. Il maggiore Francesco nato nel 1813, eredita le attività paterne legate alla fornace e anche le sue ricchezze; quando nel 1833 sposa Francesca Ferrara, di famiglia benestante, risulta essere anche lui proprietario figlio di proprietario. E lo stesso varrà 15 anni dopo quando si sposerà la sorella Savina, nata nel 1824, con il proprietario di Orta, Beniamino Alessandro Di Dedda: tutti gli Iacobone saranno presentati come proprietari. Francesco muore nel 1877 nella casa di via di Cerignola con lo status di fornaciaro, ma viene registrato come figlio dei defunti possidenti Ludovico Iacobone e Lucia Decorato.

È quindi evidente che la famiglia di Ludovico è tra quelle dei fratelli la più benestante, e lo stesso varrà per la giovane generazione di cugini. Francesco di Ludovico infatti si distinguerà per essere sempre citato come proprietario, Francesco di Carlo ricoprirà l’importante ruolo istituzionale di consigliere comunale (ottenuto grazie alla ricchezza e alle attività commerciali), Francesco di Pasquale invece nel frattempo ha messo radici nella città capoluogo Bari, come commerciante appartenente all’alta borghesia.

Il figlio minore di Ludovico e Lucia è Luigi, nato nel 1828, sposatosi con Rosa Di Trani nel 1850, fornaciaro, muore nel 1909 come contadino nella casa di vico Tito Livio.

 

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Luigi Colonna, mastro scalpellino, uno dei migliori costruttori baresi, “non il semplice edificatore, senza arte e senza stile” ma capace di realizzare opere luminose e degne. Uno scalpellino, costruttore, diremmo oggi architetto eclettico e di gusto raffinato, che ha firmato alcuni dei palazzi Liberty più belli di Bari. E’ un onore annoverarlo tra le nostre Vitemairaccontate. Leggi Colonna

 

Dietro a un matrimonio c’è spesso una lunga serie di legami sconosciuti che rendono i due sposi lontanissimi parenti. Questo vale per Stella Vessio e Nicola Colucci che si sposeranno nel 1889 ma le cui famiglie erano legate sin dai primi dell’Ottocento. E’ una rete intricata di relazioni che è un piacere sbrogliare piano piano. Leggi Vessio