Nel 1845 l’Italia è nel vivo del Risorgimento e, di fatto, si prepara il 1848. Intellettuali del calibro di Massimo d’Azeglio, Carlo Cattaneo, Carlo Tenca, Vincenzo Gioberti, Daniele Manin sono attivi sia sul piano culturale con le loro riviste e i loro scritti, che su quello prettamente politico. Carlo Alberto di Savoia inizia a intravedere nei moti rivoluzionari l’opportunità per arrivare all’unificazione del Regno Sabaudo con il Lombardo-Veneto cacciando gli Austriaci e garantendo all’Italia il governo degli unici sovrani lettimi, cioè i Savoia e il Pontefice.

In particolare l’elezione di Pio IX l’anno dopo, un papa moderato e liberale, fermo oppositore degli Austriaci, darà a Carlo Alberto la forza di affrontare l’Austria. Un faccia a faccia che inizia in maniera tranquilla quando a fine anno Carlo Alberto chiede un arbitrato alla corte di Vienna per ridefinire alcune politiche economiche austriache che hanno alzato i dazi sull’importazione di vino piemontese in Lombardia.  Una iniziativa che ha suscitato notevole malcontento tra la popolazione tanto in Piemonte quanto in Lombardia, e che viene sapientemente sfruttata per sollevare la folla contro gli Austriaci e in favore di Carlo Alberto Re d’Italia.

Intanto nell’inverno del 1845 lo zar Nicola di Russia è in visita in Italia ospite di Carlo Alberto, Ferdinando II di Borbone e del papa Gregorio XVI.

A Napoli i Borbone promuovono il VII Congresso di Scienze con 1400 scienziati presenti e il primo congresso di Archeologia. La cultura scientifica inizia a maturare e a imporsi, anche se in molti vedono nascoste attività rivoluzionarie e ribelli.

 

 

Le migrazioni in Egitto

Alla fine dell’Ottocento, l’Egitto fu una meta ambita dai migranti italiani. Tutto merito di una colta e ben integrata comunità storica che godeva di privilegi e una buona posizione sociale. Certo, molti dei migranti arrivati a fine Ottocento erano alla ricerca di un posto in cui sopravvivere e trovare migliori occasioni rispetto a quanto gli si poteva offrire nelle città di origine. Costantino Prudente non apparteneva a una famiglia povera di Bari, anzi suo padre Francesco aveva un’attività familiare di maccheronaio e rivenditore al dettaglio sicuramente avviata, e lo stesso Costantino aveva la sua attività di barbiere regolarmente registrata nell’Annuario storico-statistico-commerciale di Mele (praticamente le nostre Pagine Gialle). Eppure la voglia di qualcosa di più e di diverso deve aver spinto prima Costantino, e poi altri membri della famiglia, ad avventurarsi nell’esotico Egitto, prima nel quartiere copto poi in quella strada di Clot Bey conosciuta nel mondo per i suoi bar, i suoi locali e anche i suoi bordelli. Sempre affiancato da altri baresi emigrati, Costantino costruisce una nuova vita per la sua famiglia allargata… e noi oggi ci chiediamo cosa sia accaduto poi ai suoi figli. Saranno tornati a Bari o infoltiscono quelle schiere di figli e nipoti di migranti alla ricerca delle loro origini? Leggi l'articolo Prudente

 

Che relazione c'è tra le nostre storie?

Nel maggio del 1921 Francesco Iacobone, 24 anni, commerciante di tessuti di Bari, ma con origini canosine, sposa Erminia Pensieri, 20 anni, figlia di Domenico e Maria Rosaria Massari. Dal loro matrimonio nasce Dorotea che nel 1945 sposa Guido Tedeschi, ventinovenne soldato nato in Veneto a Giacciano con Baruchella. Ed è così che le famiglie Iacobone, Massari e Tedeschi uniscono i loro destini e le loro discendenze. Leggi gli articoli Francesco Iacobone ed Erminia Pensieri, Giacciano con Baruchella (RO), Pensieri