Domenico Zambetti, figlio di Tommaso ed Emmanuella Donatelli, nasce nel maggio del 1842 e, ventiquattrenne, nel 1866 sposa la quindicenne Rosa Altini. La loro breve vita coniugale è costellata dalla perdita dei figli in tenera età, in particolare nell’infausto 1870, anno in cui a Bari c’è un’epidemia di colera che fa registrare un altissimo numero di morti. Anche Rosa muore precocemente nel settembre del 1871, quattro mesi dopo la nascita della piccola Emmanuella, unica loro figlia che rimarrà in vita e che nel 1896 sposerà il sarto Luigi Mirenda, originario di Lizzano. Dopo appena un mese dalla morte della moglie, Domenico sposa Vittoria Prudente, figlia del pastaio Francesco e di Grazia Pesola.

Domenico è muratore e probabilmente grazie alla sua attività può permettersi di vivere in strada Melo, nel cuore del nuovo Borgo murattiano, che gli operai edili stanno contribuendo a edificare moderno ed elegante. Spesso i mastri muratori si trasformano in veri e propri imprenditori, capaci di acquisire i terreni di quelli che diventeranno gli isolati più appetibili del Borgo e di costruire palazzi e appartamenti, dei quali vendono porzioni a scopo di lucro. La famiglia si sposta tra via Argiro, via Melo e via De Giosa, tutte zone di nuova edificazione. Dalla fine degli anni Settanta per un decennio circa, Domenico risulterà pizzicagnolo e cantiniere, forse per affiancare il padre, piccolo imprenditore in quello che oggi definiremmo commercio al dettaglio. E’ probabilmente lui Zampetta Domenico, gestore di una salsamentaria in via Melo, annoverato nell’Annuario storico-statistico-commerciale di Bari e Provincia 1882-1883 di Domenico Mele. Dagli anni Novanta, torna all’attività edilizia, alla quale si dedicherà con discreti guadagni anche il figlio primogenito nato da Vittoria Prudente nel 1874, cioè Tommaso, che nel 1895 sposa Antonia Guardavaccaro. Dopo la nascita di Tommaso, Domenico e Vittoria avranno altri otto figli, dei quali solo una, Grazia, riuscirà a sopravvivere e a sposarsi nel 1903 a 23 anni con il calzolaio Giovanni Gagliardi.

E’ con Domenico che il cognome inizia a essere modificato in Zampetti, Zampetta, per poi definitivamente diventare Zambetta.

Prudente

 

 

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