Gli Albergo sono una famiglia contadina originaria di San Giuseppe. È qui che vivono i capostipiti Giorgio Albergo e Serafina Covelli nati negli anni ’40 del 1700, e il loro primogenito Francesco nato negli anni ’60 del 1700, il quale sposa verso il 1790 Grazia Santa Guaragno. Il loro primogenito Giorgio nasce nel 1791 e nel 1816 sposa Pasqua Manzaro, che dopo solo due anni perde il papà, Vito, bottegaio di Colagualano.

I ragazzi Manzaro (Francesco, Mauro e Michele) seguiranno le orme paterne, diventeranno bottegai e beccari, risiederanno in strada Santa Barbara e in strada San Domenico, e avranno probabilmente anche un’istruzione di base perché firmano sempre i loro atti pubblici. Un’istruzione che è molto utile nella gestione degli affari. Delle ragazze Manzaro una sola, Maria, sposa un bottegaio Giovanni Traversa, di una nota famiglia di commercianti baresi, le altre due, Silvia e Pasqua, sposano dei villani/contadini; le loro nozze avvengono tra il 1816 e il 1819, probabilmente motivate dalla necessità di sistemarsi data la vicina morte del padre.

Nel 1818 si sposa anche Serafina Albergo,  sorella minore di Giorgio Albergo, e quindi cognata di Pasqua Manzaro, con Nicola Franco, villano di Tresca, introducendo una relazione tra le due famiglie che sarà duratura. Giorgio e il cognato Nicola Franco sono sempre presenti come testimoni negli atti pubblici delle rispettive famiglie; ma la relazione con la famiglia Franco si radica quando due dei figli di Giorgio sposeranno due ragazze Franco, figlie di un cugino di Nicola. Vito Albergo, figlio di Giorgio e Pasqua Manzaro, nato nel 1826 sposa nel 1850 Pasqua Franco; il fratello Michele nato nel 1834 sposa Eulalia Franco nel 1860. Le due ragazze sono figlie di Giuseppe Franco, villano di San Giacomo, e Teresa Costantini, originaria di una famiglia di calzolai, ma quando si sposano sono già orfane di padre da tempo e risultano residenti a San Giuseppe, parrocchia nella quale vengono celebrate le nozze.

Vito Albergo e Pasqua Franco vivranno in varie zone del borgo antico (San Giuseppe, Nucciaserra, Vermicocca, San Giacomo) e si sposteranno anche fuori città, nelle campagne di contrada Graziamonte sulla via vecchia per Valenzano (attuale via Amendola-Via Fanelli), dove probabilmente erano ubicate le terre coltivate dagli Albergo, che non dovevano essere braccianti salariati ma piccoli proprietari terrieri. Dei loro figli raggiungeranno l’età adulta solo il primogenito Giorgio, Teresa e Pasqua Albergo, nata il 6 ottobre 1867, giorno del quarantesimo compleanno della mamma nella casa di contrada Graziamonte. Dieci giorni dopo questa doppia festa, Pasqua Franco (la mamma) muore nella casa di strada Attolini dove forse si era trasferita sofferente dopo un parto difficile avvenuto in campagna. Vito Albergo si ritrova solo con due  figli di 16 e 11 anni e una neonata di neanche un mese; così non perde tempo e si risposa nel dicembre del 1867 con la nipote diciassettenne Maria Giuseppa Franco, figlia del fratello maggiore della moglie defunta, Nicola Donato. La ragazza, giovane e sana, è una balia perfetta per la piccola Pasqua e il fatto che sia una persona “di famiglia” è una maggiore garanzia di sicurezza per Vito, che probabilmente per andare a lavorare i campi fuori città è costretto a lasciare la famiglia per tutta la giornata, se non addirittura per più giorni. Nel 1873, anno in cui nasce il primo figlio di Vito e Maria Giuseppa, la famiglia vive però tutta insieme in campagna, ed è qui che restano fino al 1882, per poi spostersi in città in quella corte Colagualano a due passi da San Giuseppe dove la famiglia Albergo ha avuto origine. In via Ronchi 15 nasceranno i loro ultimi figli, stesso indirizzo dove vivono Pasqua Albergo (figlia di Vito e della prima moglie Pasqua Franco) e Domenico Loconsole, sposatisi nel 1886.

Diventato vecchio Vito Albergo ha lasciato i campi nelle mani dei figli maschi e ha scelto di vivere nel borgo antico vicino (o probabilmente nella stessa casa) della figlia più grande per ottenere da lei aiuto e assistenza. E viceversa Pasqua, giovane sposa che inizia ad affrontare la maternità, ha vicino a sé la giovane matrigna Maria Giuseppa Franco, che in realtà è stata la sua unica madre. Affrontano insieme delle gravidanze e probabilmente i loro figli crescono quasi come fratelli. Una famiglia allargata a cui si devono aggiungere anche i fratellastri e le sorellastre di Domenico Loconsole, cioè i figli che il padre Michele ha avuto dalla seconda moglie Angela Fanelli, residenti anche loro in via Ronchi. Questa vita in comune e, probabilmente, in perfetta unione vede consolidare i rapporti tra le tre famiglie con il matrimonio tra Nicola Donato Albergo, primogenito di Vito e Giuseppa Franco, e Domenica Loconsole, figlia di Michele e Angela Fanelli, celebrato nel 1903.

 Domenico Loconsole e Pasqua Albergo

 

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